|
di Oronzo Cardone
A Locorotondo matura la
quarta sconfitta di questo campionato. Se è vero che
questa era la partita che poteva chiarire il ruolo del
Francavilla in questo campionato, il responso sarebbe
mortificante. Per la sconfitta, amara più per quello che
non si è fatto che per quanto prodotto da un avversario
assolutamente alla portata. Prestazione non male, ma per
certi versi indecifrabile. Soprattutto dopo il gol che
rompe gli equilibri. Determinati in avvio, impotenti nella
fase decisiva del match. Non si hanno titoli per
contestare il verdetto, anche se un pareggio non sarebbe
stato uno scandalo. Le partite, il più delle volte, si
vincono in due modi: sfruttando gli episodi e giocando
meglio dell’avversario. A raccontare il primo punto ecco
il risultato, una squadra che segna, l’altra no…pazienza.
Sul secondo ci sarebbero da dire tante cose. Ne basta una:
il Francavilla non ha le idee chiare come una squadra
competitiva dovrebbe. Molto possesso palla, poca lucidità
e concretezza, un diffuso senso di precarietà alla base di
un progetto tattico che non decolla. C’è chi crede che
Mino Francioso ci abbia messo del suo. Due esterni larghi
a servizio di una “torre” in un campo molto stretto
rispetto ai soliti. Sostituzioni e cambi tattici a tempo
abbastanza inoltrato. Stavolta è possibile che il modulo
abbia inciso in base alle scelte individuali. E poi,
perché rinunciare a Gifuni e continuare ad immalinconire
Di Bari, che forse ha bisogno di un po’ di riposo dopo
aver disputato, per intero, tutte le gare possibili
finora? Non è un caso che l’handicap il Francavilla
l’abbia evidenziato lì, a dettare i tempi in regia.
Micieli non ha ritmo, l’azione va più veloce di lui e con
il passare dei minuti i disagi diventano affanni.
Eppure nella prima parte della gara il Locorotondo non era
parso così imperforabile. Più manovriero il Francavilla.
Tutto questo fino al gol, dopo lo smarrimento. Al duraturo
possesso palla biancoceleste i padroni di casa rispondono
con le ripartente del funambolico De Tommaso e di
Beltrame. In difesa Anglani zoppica a vista d’occhio, in
mezzo al campo Michele Cassano si muove con fatica per dei
problemi alla coscia, ma Di Bari & C. non sono bravi ad
approfittare. Il Locorotondo contiene sempre più e ci
riesce fino al triplice fischio. Il finale è di Di Punzio,
bravo ad ipnotizzare Caldarulo e a fargli perdere l’attimo
giusto per il raddoppio. E il Copertino vola a +8.
Sconfitta che raschia l’umore ai più, e mina le certezze.
Punto e a capo.

|