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di Oronzo Cardone
Obiettivo raggiunto. Ostuni
colpito e affondato. Uno-due killer: Delìa-Foderaro. La
novella scocca virale di telefono in telefono. Dopo pochi
minuti volano come strali gli sms dei tifosi,
incontenibili nella pelle, geniali nello sberleffo.
“Eh la mia vita è…sempre
accanto a te, ovunque andrai non ti lascerò mai” intonano
i tifosi biancocelesti. Nello stadio, alla fine,
rimarranno solo loro ad accogliere i calciatori per un
applauso scrosciante, fra lacrime di gioia, che rigano
volti solo un’ora e mezza prima tesi come corde di violino
per l’eccitazione nervosa della sfida più accesa. La
tensione si scioglie in un vibrante “Vi vogliamo così”,
mentre nel cielo volano maglie e vessilli a strisce
bianche e celesti. Il resto dello stadio, abbondantemente
prima del fischio finale, aveva iniziato ad abbandonare
alla chetichella i gradoni umidi del “Comunale”.
Il Francavilla è ormai una
macchina perfetta che gira a mille, alla quale riesce
qualsiasi cosa, con una semplicità che finora era mancata.
Le avvisaglie, già a Casarano e con la capolista Corato.
Autoritario, spietato nelle conclusioni, capace di
soffrire e ripartire con rinnovata fiducia dei propri
mezzi, anche dopo momenti di confusione. Che non mancano.
Perché la gara non marcia sui binari giusti fin dai primi
minuti. L’Ostuni dice la sua finchè può, supplendo ai
propri limiti con forte carica agonistica. Gli ospiti
faticano abbastanza, prima di registrare il motore.
Diversi passaggi a vuoto a centrocampo, qualche inutile e
affrettato lancio lungo di troppo. E intanto, l’Ostuni
prende coraggio, imbastisce azioni e crea qualche
occasione. Non è che il Francavilla stia a guardare, ma
nella prima fase Galeandro finisce spesso oltre la linea
della difesa avversaria, facendo scattare la segnalazione
di fuorigioco. L’equilibrio è un’ipotesi che dura l’arco
di trenta minuti, o poco più. Il tasso tecnico esce alla
distanza. L’instabilità della difesa di casa è ormai
verità rilevata, quando l’estremo difensore gialloblù
cincischia in un’uscita e arriva lui, il falco, colui che
non perdona alla minima distrazione, il “bomberino” Mirko
Delìa, che insacca a porta sguarnita. Il vantaggio è
salutato con un boato di gioia che scioglie in parte la
tensione degli oltre 500 supporters biancocelesti giunti
nella Città Bianca. Come direbbe il Liga: “Niente paura…ci
pensa Mirko!”. A chiudere definitivamente la battaglia, a
dieci minuti dallo scadere, ci pensa “Mastrolindo”
Foderaro. Il pendolino di Pianopoli non ci sta e vuole
entrare a far parte dell’impresa anche lui, riceve palla
da Gigi Galeandro e s’invola a velocità spietata verso
l’area di rigore ostunese, palla sul destro, tiro sporco,
portiere battuto.
Il bis finale spazza via ogni
dubbio. Il Francavilla prende l’intera posta in palio e
brinda con un sontuoso secondo posto, frutto di un
risultato da riporre nell’albo di quei ricordi che valgono
una vita.

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