Leo Viterbo, che bella scoperta PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Marzo 2008 00:06

E’ uno dei perni della difesa biancazzurra dei record, quella in grado di non subire gol per 830 minuti consecutivi in campionato (più varie gare di coppa Italia), quella quasi imbattibile su azione manovrata. Leonardo Viterbo, 33 anni da Lamezia Terme, è arrivato quasi in punta di piedi a Francavilla la scorsa estate, e di sicuro non era, almeno sulla carta, uno dei nomi più attesi nella marea di calciatori calabresi giunti a rimpolpare l’organico biancoceleste. E invece, alla fine sono rimasti appena in tre, Micieli, Foderaro e appunto Viterbo, il più impiegato, prevalentemente al centro ma all’occorrenza anche a sinistra nella linea difensiva a 4 di mister Francioso. Risultando sempre tra i migliori in campo, coriaceo, perfetto in anticipo, duro al punto giusto, grintoso ma senza eccedere, preciso nel disimpegno e sui calci piazzati a lunga gittata. Esempio di professionalità in campo e fuori.

Leo Viterbo, il tuo rendimento nel corso della stagione è sicuramente una delle più belle sorprese nel Francavilla, almeno per il pubblico pugliese.
Sono felicissimo che anche gli sportivi pugliesi possano pensare questo di me. Io ho dato il massimo, ho lavorato duro e non c’è niente di più gratificante di poter ricevere consensi di questo tipo, specialmente in un campionato d’altissimo livello come quello dell’Eccellenza pugliese.

Ricostruiamo un po’ la tua carriera, dato che si è svolta in precedenza in altre regioni.
Ho iniziato in serie D con la Vigor Lamezia, dove sono rimasto diverse stagioni. Successivamente ho calcato diversi campi dell’Eccellenza calabrese sempre con risultati positivi. Ho indossato le maglie del Belvedere, del Capo Vaticano (con la quale persi la semifinale nazionale dei play off contro il Brindisi nel 2005 ed ebbi l’onore di marcare a uomo mister Francioso), del Sambiase e del Rende.

Quando sei arrivato nel luglio scorso, ti saresti aspettato di trovare tanto spazio nella formazione titolare?
Io negli anni passati ho sempre giocato, eccezion fatta per eventuali squalifiche o infortuni. Sono arrivato in punta di piedi, pubblicizzato poco, però sicuro delle mie capacità e possibilità. Ero convinto di poter trovare spazio e con continuità, altrimenti non sarebbe nemmeno valsa la pena di stare lontano dalla mia terra e dai miei cari.

Nelle ultime uscite mister Francioso ti ha schierato sulla fascia sinistra. Dove ti trovi meglio?
Essendo il mio ruolo naturale, sicuramente mi trovo meglio al centro della difesa. Poi cerco di adeguarmi come meglio posso alle esigenze della squadra e del mister. Per me non c’è nessun problema, posso essere schierato in qualsiasi zona del campo, l’importante è trarre il meglio da ogni partita e centrare gli obiettivi prefissati.

Quali sono a tuo giudizio i segreti della rimonta prima, e del dominio incontrastato poi, di questo Francavilla?
Sicuramente il cambio della guida tecnica ha contribuito a dare una svolta a tutto l’ambiente. Il mister ha studiato individualmente ogni componente della rosa e ha messo ciascuno di noi nelle condizioni di poter dare il massimo. In tutta la rosa non esiste un vero leader, tutti siamo allo stesso livello e non esistono titolari o panchinari. Dimostrazione di questo sono i brillanti risultati conseguiti sia in campionato che in Coppa Italia, dove chiunque ha giocato ha sempre ben figurato. Un’ultima lancia la vorrei spezzare a favore degli under del Francavilla: loro hanno dato un grossissimo contributo, realizzando caterve di reti e risolvendo diversi match nel momento più difficile. Di sicuro loro sono di categoria superiore e spero di vederli ben presto calcare palcoscenici diversi dai campionati regionali.

Gli interessi e i passatempi di Leo Viterbo fuori dal campo.
Sono socio di una ditta che si occupa di imbottigliamento di acqua potabile a Decollatura, un comune nei pressi di Lamezia Terme. Nel tempo libero mi piace rilassarmi leggendo qualche buon libro o facendo qualche partitella di tennis con gli amici.

Come ti trovi a Francavilla, intesa come società e come cittadina?
Per quanto riguarda la società del Francavilla Calcio credo che, nel panorama dilettantistico, sia una delle migliori a livello di solidità e organizzazione, quindi è difficile non trovarsi bene. C’è una sintonia meravigliosa tra tutti i componenti dello staff e i calciatori. Tutto questo è favorito anche dai risultati positivi che sono giunti in questa seconda parte di stagione, i quali sicuramente ci hanno aiutato molto e dato la linfa necessaria a stabilire la tranquillità in tutto l’ambiente. Per quanto riguarda la cittadina, non sono molto esigente in quanto faccio poca vita mondana. Non ho vissuto molto la movida francavillese e sono mi sono limitato a fare la spola tra abitazione, ritiri e allenamenti. Per me il calcio è un lavoro e, come tale, ha bisogno di concentrazione e dedizione.

Per concludere, credi di poter dare il tuo contributo a questa squadra anche l’anno prossimo, ovviamente in D?
Sarei contentissimo di continuare a dare il mio apporto a questa squadra. Non spetta a me decidere, ma se mi proporranno la riconferma resterei ben volentieri.



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